Intanto qualcuno di noi si presenta così, con le proprie esperienze fatte in quella terra così lontana e così vicina che è il Venezuela.


È molto di più e molto più importante ciò che gli esseri umani hanno in comune, di quello che ognuno tiene per sé e lo distingue dagli altri.

Hermann Hesse

Chi Siamo

5 settembre 2005Daniele Bianchini - Anno 2005 - Tinaquillo

Ci sono molti scrittori o registi che iniziano i loro racconti partendo dalla scena finale.
Se dovessi scrivere una storia sulla mia esperienza partirei proprio da quella scena finale.
E la scena finale vede protagonista un ragazzo che riesce a parlare pochissimo con i suoi amici,lui che solo pochi mesi fa era quello che non stava zitto neanche un secondo.
Era tornato non da molto da Tinaquillo.
L’ultima battuta del film se la scambia con un suo amico, il quale a sua volta vorrebbe fare la stessa esperienza di volontariato in Venezuela.
E così gli domanda il perché di questo suo improvviso ermetismo.
Lui gli risponde cosi:
“Dai, lascia perdere, tutto è troppo lungo da spiegare… vedi, pensa a quando rincontri una persona che non vedi tipo da 10 anni, pensaci, che faresti? Quante cose vorresti raccontargli? Quante ne avresti di storie, emozioni, sensazioni da descrivere? Sono sicuro che ne avresti talmente tante che non sapresti neanche sceglierne una e ti limiteresti a un semplice “io tutto bene e tu?”…
Beh, sono stato via poco più di un mese lo so, ma credimi che è come se fossero passati 10 anni dentro di me.
E quando vorrei raccontarti qualcosa non so mai da dove partire, potrei volerti raccontare di Ariannis, dell’incidente che ho avuto con l’auto, di Edoardo, dei miei pensieri, di come ho conosciuto Dio, della forza che sento ora, degli abbracci che si scambiava la gente in chiesa e ti faceva sentire come un vero loro fratello, della famiglia della Guamita, di José lo spagnolo, di Padre Alex e Carlos Luis, di quel giorno che li abbiamo portati “para un paseo” in una “finca” e tante altre cose ancora.
Ma non ce la faccio, non ci riesco, è tutto compresso dentro di me e non è egoismo, non è che non voglio condividere ma so che l’esperienza che ho vissuto è troppo personale, io l’ho vissuta in base al mio passato e al mio carattere, tu la vivresti in un'altra maniera e un altro in un'altra ancora…. e ad ognuno di sicuro, regala qualcosa di meraviglioso, di stupendo di … Na’guara!”.

E così si volta e saluta il suo amico e si incammina verso un nuovo film dei tanti che ci regala la vita, con un gran sogno e un progetto per la testa che condivide con altri ragazzi.
Quel sogno si chiama proprio Na’guara.

Daniele B.